Rime
Chapter 1 -- Al Duca di Firenze

Se gli antichi pastor di rose e fiori sparsero i tempii, e vaporar gli altari d'incenso a Pan, sol perchè dolci e cari avea fatto a le Ninfe i loro amori: quai fior degg'io Signor, quai deggio odori, sparger al nome vostro, che sian pari a i merti vostri, e tante, e così rari, ch'ognor spargete in me grazie e favori? Nessun per certo tempio, altare, o dono trovar si può di così gran valore, ch'a vostra alta bontà sia pregio eguale. Sia dunque il petto vostro, u' tutte sono le virtù, tempio; altare, il saggio core; Vittima, l'alma mia, se tanto vale. [V. 7 B. pari.; D. cari.]

Chapter 2 -- Allo stesso

_(Cod. Magliabecchiano, II, I, IV)._ Se gli antichi pastor di rose e fiori sparsero i tempii, e vaporar gl'altari di maschi incensi a Vener, poichè cari fece e dolci alle Ninfe i loro amori: a voi, che sceso dai più nobil cori degl'angiol sete, e ch'ai desiri miei cari rendete i favor, quai più rari fiori offrirò io? quai grati odori? Veramente non tempio, altare, o dono trovar si può di tal pregio e valore, ch'a vostra cortesia sia merto uguale; fuor che fia 'l petto vostro il tempio, u' sono alti pensieri; e 'l saggio vostro core fia altar; vittima, l'alma mia immortale, [V. 6. Nel mss. leggesi: _miei o cari_.]

Chapter 3 -- Allo stesso No.3

Signor, pregio e onor di questa etade, cui tutte le virtù compagne fersi, che con tante bell'opre e sì diversi effetti gite al ciel per mille strade: quai fien, che possan mai tante, e si rade doti vostre cantar prose, nè versi? In voi solo (e son parca) può vedersi giunta a sommo valor, somma bontade. Voi saggio, voi clemente, voi cortese; onde nel primo fior de' più verd'anni vi fu dato da Dio sì grande impero, per ristorar tutti gli andati danni: e, con potere eguale al bel pensero, por sempiterno fine a tante offese. [V. 7 B. sol, - 13 pensiero.]

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